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Ecommerce e Marketplace come acceleratori digitali: una risorsa per le aziende tradizionali6 min read

Digitalizzare la propria attività, che si tratti di libera professione, PMI o retail, oggigiorno è senza dubbio una scelta vincente. Vuoi per un cambiamento di dinamiche comunicative, di abitudini di consumo, di marketing. Per chi però fa fatica ad adeguarsi a queste dinamiche, bisogna trovare una soluzione; marketplace, eCommerce e aggregatori sono alcune delle risposte a questi bisogni. MBK Fincom ne parla con la sua piattaforma ProduceShop.

Tutti i passaggi generazionali rischiano di diventare traumatici; quando non ci si adegua ai tempi, però, il trauma potrebbe prendere una deriva ancora più pericolosa. Questo è il bivio davanti al quale molte realtà “tradizionali” si sono trovate negli ultimi anni: cedere alla pressione digitale o arrancare in un mercato in mutamento.
Se tante attività erano pronte da tempo per il passaggio, vuoi per una maggiore expertise dei dipendenti, vuoi perché rapidi nell’ottimizzarsi, altre hanno avuto un po’ di difficoltà; ad esempio nel retail di piccola distribuzione, o nel food, o nel manufacturing. Trattandosi spesso di nicchie di mercato quasi del tutto dipendenti dal commercio live (ma questa regola può tranquillamente essere bypassata – vedi ProduceShop e arredamento), hanno scelto di poggiarsi a marketplace ed eCommerce più grandi e omnicomprensivi, evitando così investimenti azzardati e formazione al momento difficile da implementare.
Quali sono stati i risultati?

Cosa significa digitalizzazione?

Se per tanti digitalizzare significa semplicemente mettere online un sito Web della propria attività, o sponsorizzarsi sui Social Media, la realtà dei fatti è molto più complessa. La “vera” digitalizzazione è un processo che coinvolge diversi lati aziendali, alcuni dei quali anche offline; è un complesso di pratiche atte a portare non solo il proprio business sul web, ma in una dimensione commerciale completamente diversa. Cambia il modo di vendere, di comunicare, i servizi, la concorrenza e le competenze; i mezzi, ovviamente, e le strutture vanno allo stesso modo aggiornati.

I canali e le modalità di evoluzione su cui puntare nella digitalizzazione del proprio business sono

  • Produzione: cambiando le tempistiche di vendita e gestione, anche la produzione (o acquisto) di beni e materie deve adeguarsi
  • Organizzazione: gestionali, software e tempistiche digitali rendono tutto più fluido e consultabile
  • Competenze: qualifiche ed esperienza devono essere accompagnati da studio e skill trasversali completamente nuovi, eclettiche e adattabili
  • Contenuti: non solo cambia il messaggio, ma tutto ciò che lo accompagna; oltre allo scritto anche video, visual e offline
  • Comunicazione: la multicanalità richiede tante forme di comunicazione diverse, ognuna con il suo linguaggio, ognuna legata un target differente
  • Branding e Innovazione: aprirsi al pubblico vuol dire non solo avere più clienti (potenziali e reali), ma farsi anche carico di valori più interpretabili, che gli stessi utenti richiedono.
Digitalizzazione: un processo che va oltre l'eCommerce
Digitalizzazione: un processo che va oltre l’eCommerce

Scenario d’azione degli eCommerce

Rispetto a quindici anni fa, quando i pochi colossi della vendita online dettavano legge, e le dinamiche di comunicazione e vendita erano ancora allo stato embrionale, oggi lo spazio in cui gravitano eCommerce e Marketplace è molto più vivo e capillarizzato.

Innanzitutto assistiamo a uno spostamento di orizzonte nella consultazione del mercato; a settembre 2021, più del 70% delle ricerche e degli acquisti online avvengono su un dispositivo mobile. Questo implica che tutti i siti ed eCommerce siano innanzitutto mobile friendly, adattati alle esigenze dei nuovi acquirenti e dei motori di ricerca (la stessa Google dà ora la precedenza ai contenuti per mobile).

La pandemia ha portato a una riduzione dei costi di spostamento in termini di comunicazione aziendale e approvvigionamento; le riunioni e i meeting, i consigli e le visite oggi possono svolgersi tranquillamente sulle piattaforme di videocomunicazione, tagliando notevolmente i costi di viaggio di tante figure aziendali. Anche la logistica, di rimando, ha visto un cambiamento; l’espansione degli orizzonti di vendita ha richiesto un ricalcolo di stoccaggio e spedizioni per tanti brand, che si sono attrezzati per esser presenti su diversi fronti (come ProduceShop, che spedisce da 10 diverse logistiche per poter soddisfare un mercato Europeo completo).

La presenza online è timeless; questo implica un lato positivo (possibilità d’impostare un flusso di ordini continuo, visto che non esiste un orario di chiusura) e uno negativo (impiego di forza lavoro che copra un’attività che non si ferma). Per fortuna la digitalizzazione, e quindi la scelta di software adeguati, porta ad automatizzare quasi tutti i processi.

Perché scegliere di affidarsi a un marketplace?

Diverse attività, specialmente retail di lunga data o PMI, nella loro strategia di digitalizzazione decidono di non investire nell’eCommerce personalizzato; è una scelta che, per moltissime realtà, può essere intelligente. Vuoi perché l’entità dell’azienda non consente il giusto impiego di fondi e risorse, vuoi perché la nicchia di mercato non conviene l’investimento.

In questo caso, affidarsi a un marketplace o a un eCommerce (verticale – ossia monocategoria – o orizzontale), come seller o come vendor, potrebbe essere la soluzione migliore.

Ci si assicura che i propri prodotti vengano comunque venduti e pubblicizzati, ma lo si fa in un’ottica d’investimento mirato e contenuto; di solito, infatti, sono gli stessi MP a occuparsi del lato marketing, intercettando una fascia di consumatori e bisogni più ampia e calcolata.

I vantaggi nell'affidarsi a un eCommerce
I benefici nell’affidarsi a un eCommerce

I vantaggi

I vantaggi che ne derivano sono significativi, specialmente per chi si affaccia per la prima volta a queste dinamiche di vendita:

  • un aumento considerevole del risparmio, specialmente per chi trasferisce completamente online il proprio retail (pensate a spese di locazione e spese fisse relative);
  • digitalizzando i propri processi di vendita e marketing, è possibile mantenere un’analisi costante dei processi e dei risultati, lavorando in maniera più repentina e incisiva in termini di ottimizzazione;
  • l’ampliamento del proprio mercato e la possibilità d’internazionalizzarlo in maniera più rapida sono incentivati dalla velocità e sicurezza dei diversi metodi di pagamento online oggi disponibili. Questi possono essere scelti anche in funzione del paese sul quale si opera;
  • semplificazione: affidandoci a un marketplace come ProduceShop, tutti i processi riguardanti marketing, sponsorizzazione del brand, lead acqusition, fidelizzazione e vendita pura, oltre che analisi e report, sono semplificati e gestiti da reparti specializzati e performanti, lasciandoci più tempo e risorse per agire su altri punti del nostro marchio;
  • la creazione di un pubblico mobile fa in modo che le nostre categorie merceologiche, e quindi i mercati target, possano espandersi ed evolversi, anche seguendo i trend del MP stesso.

Conclusione

Specialmente in un periodo di ripresa come quello attuale, avere un “motore trainante” per tante imprese che hanno rischiato la chiusura è importante.

Chi era poco fiducioso ha avuto modo di ricredersi, e il significativo aumento del fatturato online degli ultimi due anni ne è stato la prova; oltre a quello delle generazioni d’acquisto, abbiamo quindi notato un boost nella presenza sempre più ampia di business piccoli, medi, affermati e nascenti sull’online, specialmente grazie al ruolo d’incubatori-mentori dei grandi eCommerce e marketplace.

Fonti:
  • PR Aziendali
  • Dipartimento Marketing ProduceShop
  • Dipartimento Finance ProduceShop (https://mbkfincom.com/)
  • Il Sole 24Ore
  • Espresso – Economia
  • Havas Media Group
  • ExtraRed
  • AgendaDigitale
  • TendenzeOnline
  • Times
  • Ansa.com
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